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	<description>Magazine di libri, ricette e vita salutare</description>
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		<title>Vin Brulé: tepore da bere.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è una ricetta tradizionale montanara adatta alle freddissime giornate invernali quando era piacevole rientrare in casa e trovare il caldo della stufa con cui scaldarsi le mani. In quelle giornate il gelo respirato lavorando in mezzo alla neve, durante giorni troppo brevi perché il sole avesse il tempo di scaldarli, si poteva sciogliere solo bevendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2012/02/brule_665.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-496" title="brule_665" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2012/02/brule_665.jpg" alt="" width="665" height="221" /></a></p>
<p>Questa è una ricetta tradizionale montanara adatta alle freddissime giornate invernali quando era piacevole rientrare in casa e trovare il caldo della stufa con cui scaldarsi le mani. In quelle giornate il gelo respirato lavorando in mezzo alla neve, durante giorni troppo brevi perché il sole avesse il tempo di scaldarli, si poteva sciogliere solo bevendo qualcosa di caldo e forte, che ritemprasse le energie spese.<br />
Ecco allora il vin brulé, aromatica leccornia da bere che proponiamo per ritemprarci dal clima freddo di questo periodo dell&#8217;anno.<br />
Versate il vino rosso in una pentola e mettetelo a scaldare sul fuoco senza portarlo a ebollizione. Aggiungete i chiodi di garofano, la cannella e la scorza di limone tagliata sottile. Sempre tenendo il fuoco basso unite poco alla volta lo zucchero, mescolando per farlo sciogliere bene. Una volta aggiunto tutto lo zucchero portate a bollore e tenete in temperatura per circa 10 minuti prima di passare al colino e servire il vino fumante.</p>
<p>Questa e altre ricette di bevande per riscaldarsi dal freddo invernale consigliamo <strong>Le ricette per fare in casa Liquorini e grappe aromatiche</strong>.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/liquorini/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>Baìcoli</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima che l&#8217;industria lo rendesse un vezzo superfluo, offrendo sul mercato biscotti di tutti i tipi e qualità, le parole de casa veneziane erano solite preparare personalmente e non far mai mancare in dispensa dei biscottini per gli ospiti, per il piacere dei bambini, per gli intermezzi e la colazione del mattino. Tra questi, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2012/01/baicoli_6651.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-470" title="baicoli_665" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2012/01/baicoli_6651.jpg" alt="" width="665" height="221" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;">Prima che l&#8217;industria lo rendesse un vezzo superfluo, offrendo sul mercato biscotti di tutti i tipi e qualità, le parole de casa veneziane erano solite preparare personalmente e non far mai mancare in dispensa dei biscottini per gli ospiti, per il piacere dei bambini, per gli intermezzi e la colazione del mattino. Tra questi, i biscotti per antonomasia della Serenissima erano (e sono) i<em> baicoli</em>, così denominati nel ‘700 dal pasticciere loro inventore per la forma che somiglia vagamente alla sezione trasversale di un piccolo cefalo (<em>baico’lo </em>appunto). Venivano offerti accompagnandoli con il caffè o con lo zabaione o con il vin di Cipro o il moscato dell’Istria o ancora con la cioccolata calda aromatizzata con cannella e noce moscata.<br />
Oggi nessuno li prepara – oppure assai raramente – perché la ditta dolciaria Colussi di Vittorio Veneto ne appronta di eccellenti e li pone sul mercato nelle tradizionali scatole di latta che profumano del tempo che fu e su esse scrive, con una metrica un po’ approssimativa:</p>
<p>«No gh’è a sto mondo no più bel biscoto<br />
più fin, più dolce, più lisiero e san<br />
par mogiar nella cicara e nel goto<br />
del baicolo nostro venezian»</p>
<p><em>(Non vi è al mondo un biscotto<br />
più bello, più fine, più dolce, più leggero e sano, </em><br />
<em>da intingere nella tazza e nel bicchiere, </em><br />
<em>del nostro baicolo veneziano).</em></p>
<p>E ci si può credere. In tal modo è alleviata la fatica delle massaie, perché la preparazione di questi dolci e sottilissimi biscottini è lunga e laboriosa, richiedendo una lavorazione in due riprese.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong><br />
<em>400 g di fior di farina, 15 g di lievito di birra,</em> <em>70 g di burro, 60 g di zucchero semolato, 1 albume d’uovo,</em> <em>1,5 bicchieri di latte fresco, sale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Preparazione:</strong><br />
In mezzo bicchiere di latte tiepido sciogliere con cura il lievito. Sulla spianatoia disporre a fontana 100 g di farina, farvi un buco nel centro e versarvi il latte con il lievito. Impastare formando una palla piuttosto solida (se necessario aggiungere un po’ di farina). Con la lama di un coltello incidere a croce la superficie e riporre la pasta in una terrina, coprirla e lasciarla riposare per mezz’ora in luogo tiepido. Trascorso questo tempo, versare sulla spianatoia la rimanente farina, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente, l’albume montato a neve e un pizzico di sale. Lavorare il composto aggiungendo poco latte tiepido, quanto basta per ottenere una pasta consistente, che ricordi quella del pane; dividerla in 4 parti e formare dei filoncini lunghi 4-5 cm. Disporli sulla piastra del forno imburrata, un po’ distanti l’uno dall’altro in modo che possa rimanere sufficiente spazio anche quando si saranno gonfiati nel corso della seconda lievitazione e della successiva cottura. Lasciare quindi lievitare nuovamente per circa un’ora e mezza. Trascorso questo tempo, infornare a 180 °C e cuocere per 10 minuti circa, così che la pasta possa prendere colore senza fare la crosta e scurirsi. Lasciare infine raffreddare i dolci e farli riposare coperti da un canovaccio per un paio di giorni. A quel punto, con un coltello affilato, tagliarli ricavando delle fettine sottili e sbieche che si faranno leggermente biscottare nel forno caldo. Questi deliziosi biscottini, che possono essere serviti con caffè o zabaione, si conservano a lungo purché mantenuti ben chiusi in una scatola di latta o in un recipiente di vetro. Si consiglia l’abbinamento con Recioto di Soave liquoroso.</p>
<p style="text-align: justify;">(Ricetta tratta da <em>Baìcoli, Zaleti, Galani. La dolce Serenissima Repubblica</em>)</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/baicoli--za-leti--galani/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>Il magico mondo di Pavel Cech</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecolibri presenta due opere inedite nel panorama italiano firmate dall’autore/illustratore Pavel Cech. Libri apparentemente solo per bambini con illustrazioni e storie semplici ma che ben presto sanno coinvolgere, con la loro poeticità, anche i lettori adulti più smaliziati. Stefano Baldussi, ideatore e traduttore dell’edizione italiana ha incontrato l’autore per presentarlo ai lettori italiani. Debutto italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-425" title="intervista_665" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2012/01/intervista_6652.jpg" alt="" width="665" height="221" />Ecolibri presenta due opere inedite nel panorama italiano firmate dall’autore/illustratore Pavel Cech. Libri apparentemente solo per bambini con illustrazioni e storie semplici ma che ben presto sanno coinvolgere, con la loro poeticità, anche i lettori adulti più smaliziati. Stefano Baldussi, ideatore e traduttore dell’edizione italiana ha incontrato l’autore per presentarlo ai lettori italiani.</p>
<p><em>Debutto italiano per un autore che ha già pubblicato in altri paesi. Ci racconti un poco di lei Pavel Cech. </em><em>Un forte legame fra la poeticità del testo e il potere evocativo delle sue illustrazioni. Come nasce questa felice simbiosi nei suoi lavori?<br />
</em>Per prima cosa vedo sempre le immagini, il testo nasce solo più tardi. La maggior parte delle volte è un testo breve: il mio sforzo sta nel dare al lettore la possibilità di usare la propria fantasia e di completare da solo la storia e le immagini. Per la verità non sto a pensarci molto: faccio intuitivamente quello che mi è piaciuto nei libri che ho letto da bambino.</p>
<p><em>Come definirebbe le sue opere: storie per ragazzi, racconti illustrati o altro ancora?<br />
</em>Ho scritto otto libri, la maggior parte dei quali dedicata ai bambini. Ma dentro di me spero che nei miei libri possa trovare qualcosa anche un lettore adulto. L’ideale sarebbe se li leggessero insieme, grandi e piccoli.</p>
<div id="attachment_435" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><img class="size-full wp-image-435    " title="PavelCech color" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2012/01/PavelCech-color.jpg" alt="" width="205" height="303" /><p class="wp-caption-text">Pavel Cech</p></div>
<p><em>Un</em><em>a menzione alla sue tecniche di illustrazione, i suoi più che disegni sono veri e propri quadri. Ce ne parli un poco.</em><br />
La tecnica che uso più frequentemente è la combinazione di acquerelli e colori a olio su carta. Spesso completo le illustrazioni con disegni a penna.</p>
<p><em>Leggendo le sue storie alle volte si pensa che i personaggi, seppur fantastici, abbiano una componente biografica molto forte. Cosa può dirci a riguardo?<br />
</em>Nei miei libri si trovano spesso esperienze e avvenimenti che ho vissuto personalmente o di cui ho sentito raccontare. Come nasca dentro di me la storia è un gran segreto anche per me stesso: ci ho pensato spesso. A volte, anche se mi sforzo chissà quanto, non mi viene in mente niente. Poi, magari faccio un viaggio in treno, guardo dal finestrino la campagna intorno ed ecco che arriva la storia.<br />
<em></em></p>
<p><em>Ha qualche anticipazione sulle sue prossime storie?</em><br />
Sto lavorando a un libro il cui titolo provvisorio è “La Grande Avventura di Pepík Střecha”. Forse sarà il mio libro più lungo. Ho scritto circa 80 pagine e come sempre ho sentimenti contrastanti: da un lato vorrei che il libro fosse già finito e nel contempo mi rendo conto che questo stato d’animo – quando sono completamente assorbito dal lavoro su un libro – è meraviglioso, anche se estenuante. Dopo alcuni mesi si perde completamente il distacco e spero soltanto di non aver fatto una cosa del tutto insensata. La cosa peggiore è cominciare… a volte proprio non mi va. Sarei felice se i miei libri piacessero ai lettori italiani e non vedo l’ora di visitare il vostro Bel Paese.</p>
<p>I libri di Pavel Cech editi da Ecolibri sono:</p>
<p><strong>Florimon va in città</strong><br />
Finiture: Cartonato<br />
Formato: 168&#215;190<br />
Pagine: 76<br />
Numero illustrazioni: 80 a colori<br />
Lingua: Italiano<br />
ISBN: 9788857102412<br />
Prezzo: € 8,50</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/florimon-va-in-citta/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
<p><strong>Le avventure del ragno Giglio</strong><br />
Finiture: Cartonato<br />
Formato: 168&#215;190<br />
Pagine: 76<br />
Numero illustrazioni: 80 a colori<br />
Lingua: Italiano<br />
ISBN: 9788857102429<br />
Prezzo: € 8,50</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/le-avventure-del-ragno-giglio/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>Fantastiche avventure!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:12:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecolibri presenta una nuova collana di fiabe per bambini: Il paese delle fiabe. Una serie finemente narrata ed arricchita da bellissime illustrazioni per allietare i più piccoli, ma non solo. Un&#8217;avventura in un mondo fantastico, accompagnata da simpatici e allegri personaggi e da storie semplici ma ricche di significato. Ricciolino e le amabili streghe Streghe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/fiabe_665.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-331" title="fiabe_665" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/fiabe_665.jpg" alt="" width="665" height="300" /></a></p>
<p>Ecolibri presenta una nuova collana di fiabe per bambini: <strong>Il paese delle fiabe</strong>.<br />
Una serie finemente narrata ed arricchita da bellissime illustrazioni per allietare i più piccoli, ma non solo. Un&#8217;avventura in un mondo fantastico, accompagnata da simpatici e allegri personaggi e da storie semplici ma ricche di significato.</p>
<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/paese_fiabe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-391" title="carta antica" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/paese_fiabe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Ricciolino e le amabili streghe</strong><br />
Streghe buone, animali parlanti, maestri inconsueti sono i compagni di viaggio di Ricciolino che riuscirà a trasformare un’iniziale situazione di disagio in una felice occasione di esperienza, di apprendimento e di crescita.</p>
<p><strong>Florimon va in città</strong><br />
Dal profondo dell&#8217;inferno arriva Florimon, dispettoso nemico degli spazzacamini: conoscerà la vita della città e conoscerà i sentimenti buoni del Natale, che lo aiuteranno a cambiare la sua natura, grazie anche ad una dolce sorpresa.</p>
<p><strong>Le avventure del ragno Giglio</strong><br />
In una casa abbandonata, dentro un orologio di legno, nasce e vive il ragno Giglio, che guarda fuori dalla finestra senza però il coraggio di uscire mai. A fargli compagnia un cucù di legno che puntuale scandisce il tempo, che passa sempre uguale finché degli eventi inaspettati sconvolgono la vita dei nostri simpatici personaggi.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/catalogo/bambini/elfi/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>In Cucin@ &#8211; Appunti e ricette</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 15:26:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo stavamo aspettando! Si propone come un gradito regalo natalizio, visto il periodo, questo libro di imminente uscita. Una raccolta, un viaggio nella rete dei sapori. Dalla cucina al blog, dal blog alla cucina. Dal passaparola al ricettario per giungere al blog: la tradizione di tramandare le ricette per ricordarle e condividerle con parenti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/banner_cuc1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-333" title="banner_cuc" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/banner_cuc1.jpeg" alt="" width="665" height="221" /></a></p>
<p>Lo stavamo aspettando! Si propone come un gradito regalo natalizio, visto il periodo, questo libro di imminente uscita. Una raccolta, un viaggio nella rete dei sapori.<strong> Dalla cucina al blog, dal blog alla cucina.</strong> Dal passaparola al ricettario per giungere al blog: la tradizione di tramandare le ricette per ricordarle e condividerle con parenti e amici è un gesto che si mantiene nel tempo seppur cambiando di forma. Ecco così che le nostre ricette dal quaderno di cucina si spostano al blog e nasce un nuovo modo per condividerle.\nMa il blog non è solo un diario che parla di una singola ricetta, è il modo per condividere pensieri e momenti di vita. Perché una ricetta nasce da un’idea, da degli ingredienti che a loro volta narrano una storia di sapori, di profumi, di emozioni e di colori.\nIl libro propone i migliori post gastronomici presi dai food-blog italiani: un viaggio virtuale attraverso l’Italia della buona cucina cadenzato dal susseguirsi delle stagioni. Ricette creative ma anche tradizionali, raccontate con quel pizzico di fantasia in più di chi le ha pensate, sperimentate, poi scritte e fotografate: noi le abbiamo selezionate e raccolte in questo volume. Un diario da leggere, da assaporare ma soprattutto da provare.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/in-cucin----appunti-e-ricette/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>Gli elfi del bosco</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:36:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una poesia come occasione per introdurre il lettore in un universo fantastico dove la narrazione favolistica lo accompagna attraverso il mondo del bosco. In questa magica armosfera si impara a conoscere la flora e la fauna che mutano all’alternarsi del giorno e della notte. Protagonisti di questa favola sono gli elfi, personaggi mimetici per colori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/elfi_6652.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-329" title="elfi_665" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/elfi_6652.jpg" alt="" width="665" height="200" /></a></p>
<p>Una poesia come occasione per introdurre il lettore in un universo fantastico dove la narrazione favolistica lo accompagna attraverso il mondo del bosco.</p>
<p>In questa magica armosfera si impara a conoscere la flora e la fauna che mutano all’alternarsi del giorno e della notte.<br />
Protagonisti di questa favola sono gli elfi, personaggi mimetici per colori e posture che offono lo spunto per osservare piante, insetti, uccelli, pesci, animali che popolano il bosco.<br />
<a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/elfetto_foglia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-396" title="elfetto_foglia1" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/elfetto_foglia1-269x300.jpg" alt="" width="215" height="240" /></a>Un’appendice didattica che riporta per ogni pianta o animale presenti in ciascuna tavola, il suo nome scientifico e cenni esplicativi.<br />
Un invito, infine, alla manualità, con tavole a colori da ritagliare e incollare per realizzare i modellini degli uccelli.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/gli-elfi-del-bosco/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>Coltivare con la luna</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 10:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[manuali]]></category>

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		<description><![CDATA[In principio, la luce. Nella notte dei tempi fu la luna la prima luce a rischiarare le tenebre. La luna dei naviganti, dei matti, degli innamorati, di chi guarda in alto per dimenticare le vicissitudini terrene. La luna magica, femmina, madre, strega. La luna consolatrice e dispensatrice di vita. La luna fertile per curare, seminare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/moon3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-335" title="moon" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/moon3.jpg" alt="" width="665" height="221" /></a>In principio, la luce. Nella notte dei tempi fu la luna la prima luce a rischiarare le tenebre. La luna dei naviganti, dei matti, degli innamorati, di chi guarda in alto per dimenticare le vicissitudini terrene. La luna magica, femmina, madre, strega. La luna consolatrice e dispensatrice di vita. La luna fertile per curare, seminare, riprodursi. La magia della luna rimossa per paura, per superstizione di conoscenza. Eppure, un tempo si aspettava la luna nuova per i matrimoni, per posare la prima pietra di una nuova costruzione, la si invocava ad ogni semina e ad ogni raccolto. La luna è umida, regola e protegge fiumi e sorgenti, è immortale. Nasce e muore ogni mese, dodici volte l’anno,come il grembo mestruato delle donne. La peccaminosa luna della notte influisce prepotentemente sulla vita del giorno. Crea campi elettromagnetici che muovono le piogge e le maree ma anche gli umori dell’uomo, degli animali e la linfa delle piante. La luna fa respirare meglio gli organismi viventi. E questa è scienza, una scienza antica che torna ad essere attuale, che presta studi e motivazioni alle scienze razionali. Chi ha avuto la fortuna di crescere in campagna sa che in ogni casa i calendari indicavano i quarti di luna che ogni contadino rispettava per il suo lavoro nei campi. Si celebrava il plenilunio nei giorni di semina e di raccolto con danze e canti o semplicemente con gioia e speranza. Le nonne sapevano quando tagliarsi i capelli e quando i bambini sarebbero nati. I nonni quando fare trapianti, innesti o irrigare i campi. Una disciplina acquista credibilità quando i suoi risultati possono essere ripetuti e verificati. Questo è successo anche all’astronomia applicata all’agricoltura,negli ultimi anni, e, in particolare, nella seconda metà del secolo appena concluso. Da Rudolph Steiner a Maria Thun, uomini e donne hanno dedicato parte della loro vita a osservare il comportamento degli alberi e delle piante nelle varie fasi del loro sviluppo e le hanno messe in relazione con l’attività della luna e degli altri pianeti. Hanno seminato, trapiantato, raccolto, anno dopo anno, mese dopo mese, e ci hanno dimostrato che nel macrocosmo vivente ci sono collegamenti e forze naturali, positive o negative, da sfruttare e far fruttare prima di ricorrere all’intervento artificiale della chimica. La civiltà moderna, occidentale in primo luogo, ha posto le sue basi su una grande rimozione, quella della propria origine, e ha preso la direzione inversa a quella che il buon senso, se non la cultura, avrebbe dettato. Anziché rivolgere sforzi e denaro per spiegare ciò che già era sotto i nostri occhi, abbiamo preferito investire nella finitezza dell’operato dell’uomo. Il nostro “creato” ha cominciato a valere più di quello della natura stessa. Abbiamo cancellato le civiltà che credevano in forze irrazionali perché non immediatamente dimostrabili, abbiamo costruito chiese su luoghi di culto di divinità lunari come nel caso di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino a Roma, abbiamo perso fiducia nelle nostre potenzialità originarie. Abbiamo costruito un mondo a immagine e somiglianza di un meccanismo razionale e imperfetto. La natura ha un suo proprio equilibrio e noi, anziché metterci in gioco nel rispetto delle sue regole, ne abbiamo inventate altre che ci si sono rivoltate contro. Alle scienze che hanno origini più antiche spetta oggi il compito di dare una mano a quelle esatte, moderne. L’Istituto Biologico di Stoccarda, dopo dieci anni di studi, ha accertato che pomodori, ravanelli, insalate,mais, cavoli e verze crescono più sani e più saporiti se piantati o seminati due giorni esatti prima del plenilunio. Il dott. Harold Saxon Burr dell’Università americana di Yale ha misurato e calcolato che la crescita effettiva delle piante è più intensa nelle fasi di plenilunio e novilunio.<br />
Il prof. Brown dell’Università North-western dell’Illinois per dieci anni ha osservato il comportamento di patate ermeticamente schermate e ha concluso che il loro consumo di ossigeno è al massimo prima del plenilunio e al minimo poco dopo il novilunio. A Gars, nella Germania meridionale, è possibile visitare un bosco, il Maso Grub, dove il ricercatore Martin Schmidt ha piantato ciascuna specie di albero a seconda della riflessione lunare di un determinato pianeta. Secondo la sua tesi ogni albero è in relazione con un pianeta (la quercia con Marte, l’acero con Giove, l’olmo con Mercurio, …) e, a seconda che tale pianeta si trovi in opposizione o in congiunzione con la luna, esso riflette non solo la luce sola-re ma anche quella stellare. Quindi là ogni albero è stato piantato in base alla riflessione lunare del pianeta corrispondente (la quercia quando Marte si trova nel segno della luna, …) e questo ha portato un miglioramento nella produzione di germogli, un rafforzamento nello sviluppo delle radici e del tronco, una maggiore rigogliosità della chioma e un’aumentata resistenza contro parassiti, funghi e gelo. Studi di questo tipo, cioè dell’interazione cosmica, sono stati fatti, inoltre, in materia di zoologia, medicina, … e non siamo di fronte a superstizioni ma a campi di ricerca non considerati ancora abbastanza redditizi per essere esplorati. Tralasciando le scelte politico-economiche dei vertici del pianeta, possiamo cominciare noi a utilizzare gli influssi benefici della luna e delle altre stelle per la coltivazione del nostro giardino, supportati non dalla magia ma da solide basi sperimentali.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/lunario/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>Il castagnaccio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 16:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dolce di castagne tipico di tutto l’arco appenninico, conosciuto in tutta la Toscana con diversi nomi: migliaccio dolce, baldino (nell’aretino), toppone (nel livornese). Si prepara a fine autunno, quando la farina di castagne è fresca. 250 g di farina di castagne 100 g di uvetta 80 g di pinoli rosmarino acqua sale olio extravergine d’oliva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/castagna_665.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-344" title="castagna_665" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/castagna_665.jpg" alt="" width="665" height="221" /></a>Dolce di castagne tipico di tutto l’arco appenninico, conosciuto in tutta la Toscana con diversi nomi: migliaccio dolce, baldino (nell’aretino), toppone (nel livornese). Si prepara a fine autunno, quando la farina di castagne è fresca.</p>
<ul>
<li><em>250 g di farina di castagne</em></li>
<li><em>100 g di uvetta</em></li>
<li><em>80 g di pinoli</em></li>
<li><em>rosmarino</em></li>
<li><em>acqua</em></li>
<li><em>sale</em></li>
<li><em>olio extravergine d’oliva</em></li>
</ul>
<p>Fate rinvenire l’uvetta in acqua tiepida per circa 15 minuti. Setacciate la farina di castagne, versatela in una ciotola a bordo alto e aggiungete acqua tiepida lentamente, mescolando fino a ottenere un impasto piuttosto liquido. Fate attenzione che non rimangano grumi di farina. Aggiungete un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale, l’uvetta strizzata e due terzi dei pinoli. Ungete con l’olio una teglia e versateci lentamente l’impasto in modo che non superi un centimetro. Cospargete la superficie con gli aghi di rosmarino e il resto dei pinoli. Versate un filo d’olio e infornate a forno caldo per 35 minuti a 180 °C. Servite tiepido, o anche freddo, con vino novello.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/il-quaderno-delle-ricette-di-toscana/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>È il tempo della zucca</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 15:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’origine della zucca è un po’ incerta. Si sa che quest’ortaggio era conosciuto e coltivato, in varietà diverse, dai popoli più antichi, tra cui gli Egizi, i Romani, gli Arabi e i Greci; questi popoli la importarono con molta probabilità  dall’India. La sua coltivazione non era solo scopo alimentare, infatti una volta svuotata dalla polpa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/zucca_665.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-376" title="zucca_665" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/zucca_665.jpg" alt="" width="665" height="221" /></a>L’origine della zucca è un po’ incerta. Si sa che quest’ortaggio era conosciuto e coltivato, in varietà diverse, dai popoli più antichi, tra cui gli Egizi, i Romani, gli Arabi e i Greci; questi popoli la importarono con molta probabilità  dall’India. La sua coltivazione non era solo scopo alimentare, infatti una volta svuotata dalla polpa e fatta essiccare la zucca veniva usata come contenitore per il sale, latte o cereali o addirittura venivano ricavati piatti, ciotole, cucchiai e persino strumenti musicali,  come le maracas sudamericane. La zucca fu conosciuta dagli europei solo dopo la conquista delle Americhe quando Cristoforo Colombo portò in Italia diverse varietà di zucca: bislunga o rotonda, grande o piccola, verde, gialla, striata, rossa. Tuttavia non godette affatto di ottimo prestigio e venne comunemente ritenuto un cibo per il popolo. La zucca inizialmente fu usata per sfamare il popolo contadino che col passare del tempo né ricavò sapientemente  ricette prelibate. Le lunghe carestie fecero cadere i pregidizi sulle zucche e iniziarono a essere apprezzate anche dalle classi sociali più abbienti. Anche se inizialmente di quest’ortaggio colpì la sua stranezza, finalmente aveva attirato l’attenzione del palato. Ci si accorse, infatti, che la sua polpa, diventava ottima se preparata con condimenti e aromi giusti. Tantè che oggi si cucina in svariati modi, si può utilizzare per realizzare un primo o un secondo piatto e perché no anche per un dolce. L’ origine del suo nome potrebbe derivare dal latino cocutia che significa testa; nel tempo il suo significato prima di arrivare al nome attuale zucca è stato trasformato da cocuzza a cozuccca (termine ancora utilizzato nelle lingue dialettali di alcune regioni meridionali). La zucca contiene molte vitamine, minerali, fibre e antiossidanti. Gli antiossidanti contribuiscono a rafforzare il nostro sistema immunitario e aiutano a ridurre il rischio di cancro e di altre malattie pericolose. La zucca ha una quantità molto bassa di grassi e calorie, per questo motivo la rendono ideale per chi sta seguendo una dieta dimagrante e per i soggetti diabetici. L’elevato contenuto di fibre fa della zucca un alimento di notevole potere saziante e favorisce la regolarizzazione delle funzioni intestinali. L’alto apporto di potassio la rende efficace contro la ritenzione idrica. Inoltre, una discreta quantità di vitamina C e altri nutrienti, come la niacina, vitamina E, calcio e ferro rendono la zucca un concentrato nutrizionale.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/il-quaderno-della-pasta-fresca-e-ripiena/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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		<title>Ventre piatto</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 14:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per avere un ventre piatto gli esercizi addominali da soli non bastano. Serve una dieta bilanciata. Per questo motivo ti suggerisco di tenere un diario alimentare dove scrivere tutto quello che ingerisci nel corso della tua giornata. Mangi una caramella, bevi un aperitivo, non rinunci al dolce che ti stuzzica dalla vetrina? Scrivi! Questo metodo ti permette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per avere un ventre piatto gli esercizi addominali da soli non bastano. Serve una dieta bilanciata.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-34 alignleft" title="Metropancia" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/Metropancia-213x300.jpg" alt="" width="170" height="240" />Per questo motivo ti suggerisco di tenere un diario alimentare dove scrivere tutto quello che ingerisci nel corso della tua giornata. Mangi una caramella, bevi un aperitivo, non rinunci al dolce che ti stuzzica dalla vetrina? Scrivi! Questo metodo ti permette di capire quando la tua alimentazione non è più idonea a uno stile di vita sano ed equilibrato e, cosa ancora più importante, ti motiva a cambiarlo. Quando a fine serata leggerai il diario alimentare, ti sentirai obbligata a migliorare le scelte alimentari sbagliate, cercando anche solo di ridurre gli zuccheri semplici come merendine, cioccolata e non saltando i pasti principali. Aumenta le pietanze che contengono verdura e mangia un frutto come spuntino. Se non riesci proprio a eliminare la nutella, cerca almeno di limitarla. Ricorda poi che il ciclo calorico non è giornaliero ma settimanale, quindi non pensare che un solo giorno in cui controllerai gli alimenti assunti possa salvarti dalla pancetta flaccida. Deve essere uno stile di vita. Un’ultima cosa: aspettare lo stimolo della sete per idratarti non va bene. Previeni lo stimolo idratandoti maggiormente, ma senza esagerare. Una persona di 75 kg, che si allena mediamente, dovrebbe bere minimo 2,5 litri di acqua al giorno.\r\nImmagina un ventre perfetto, piatto, che mette in risalto i muscoli addominali. Dovrebbe essere privo di rigonfiamenti e di accumuli di grasso. Mentre gli accumuli di grasso hanno origine metabolica e quindi vanno corretti attraverso l’alimentazione o l’attività fisica aerobica e tonificante, il rigonfiamento della parte inferiore del ventre dipende spesso da uno scorretto allineamento del corpo e da un ipotono del muscolo trasverso dell’addome. Allenare gli addominali permette di migliorare anche la postura a livello lombo-pelvico, evidenziando risultati estetici maggiori su tutte le persone aventi accentuazione della curva lombare.Solo la corretta esecuzione degli esercizi per i muscoli addominali garantisce risultati posturali ed estetici.</p>
<h3>Gli addominali si trovano nella zona tra lo stomaco e i genitali.I più rappresentativi sono i retti addominali, gli obliqui, il trasverso e il quadrato dei lombi.</h3>
<p>Gli addominali sono muscoli che hanno le seguenti funzioni:\r\n</p>
<ul>
<li>Contribuiscono alla statica del corpo, quindi alla stazione eretta.</li>
<li>Permettono di ruotare e inclinare il busto assieme alla colonna vertebrale che funge da sostegno assiale.</li>
<li>Sono contenitori di visceri.</li>
</ul>
<p>Hai mai mangiato in quantità esagerata e subito dopo ti trovi a parlare con un gruppo di persone? Tu con classe, cerchi di mantenere un contegno decoroso retraendo la prominente pancia dilatata dal cibo ingerito… ecco come attivare l’addominale. Ricordati di respirare però.\r\n</p>
<h3>Il muscolo trasverso dell’addome</h3>
<p>Il muscolo trasverso è un muscolo profondo che prende origine dalle ultime sei coste, dalle creste iliache e dall’aponeurosi lombare. Il muscolo trasverso partecipa attivamente nell’espirazione forzata e la sua tonicità. Nella struttura addominale il muscolo trasverso dell’addome è quello che maggiormente permette il mantenimento di un addome piatto. La protuberanza che si nota dopo mangiato o su soggetti molto stressati è dovuta alla spinta del diaframma sui visceri e questi, essendo il trasverso dell’addome solitamente ipotonico e non allenato, debordano formando la classica pancetta a livello ombelicale.Infatti i muscoli trasversi fungono anche come muscoli espiratori nella spinta verso l’alto del diaframma nel caso di espirazione forzata. Il trasverso avvolge la vita come una pancera, determinando con il proprio tono e la propria lassità, il restringimento o l’aumento della circonferenza. Il muscolo, in sinergia ad altri, produce un restringimento dei fianchi se allenato.</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/ventre-piatto/" target="_blank"><img title="button" src="http://ecolibri.eu/wp-content/uploads/2011/12/vai_libr1.jpg" alt="" width="94" height="21" /></a></p>
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